- Le Dolomiti rappresentano una delle destinazioni più affascinanti al mondo per gli appassionati di mountain bike. Dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO, offrono scenari mozzafiato, sentieri immersi nella natura e percorsi adatti a ogni livello di esperienza. Dalle tranquille escursioni panoramiche alle impegnative traversate alpine, questo territorio è un vero paradiso per chi ama pedalare tra montagne, boschi e vallate.Grazie a una rete di itinerari ben segnalati e a numerosi impianti di risalita bike-friendly, le Dolomiti sono diventate negli ultimi anni una meta sempre più apprezzata da biker provenienti da tutta Europa. Ecco dieci percorsi MTB tra i più spettacolari da inserire nella propria lista delle prossime avventure.Il Sellaronda MTB Tour è probabilmente il percorso più famoso delle Dolomiti. L’itinerario circonda il maestoso Gruppo del Sella attraversando quattro passi iconici: Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo.Grazie all’utilizzo degli impianti di risalita, il percorso può essere affrontato anche da ciclisti con una preparazione media. Lungo il tragitto si alternano panorami spettacolari, discese tecniche e sentieri immersi nelle montagne più celebri dell’arco alpino.L’Alpe di Siusi offre alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Dolomiti. I suoi ampi prati d’altura permettono di pedalare in un contesto unico, circondati dalle cime dello Sciliar, del Sassolungo e del Sassopiatto.I percorsi presenti nella zona sono adatti a diversi livelli di preparazione e rappresentano una scelta ideale per chi desidera combinare sport e fotografia paesaggistica.Il Latemar Ronda è un itinerario ad anello che attraversa alcune delle aree più belle tra Trentino e Alto Adige.Il percorso regala continui cambi di scenario, alternando boschi, pascoli alpini e punti panoramici da cui ammirare il gruppo del Latemar. È particolarmente apprezzato dagli amanti dell’all mountain e dell’enduro leggero.Situato tra Cortina d’Ampezzo e Misurina, il Monte Piana offre un percorso ricco di fascino storico oltre che paesaggistico.Durante la pedalata è possibile attraversare numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale e godere di una vista straordinaria sulle Tre Cime di Lavaredo, uno dei simboli delle Dolomiti.La Val di Fassa è una delle aree più attrezzate per la mountain bike in Italia. I numerosi trail presenti permettono di scegliere itinerari adatti sia ai principianti sia ai rider più esperti.Tra boschi, rifugi alpini e panorami mozzafiato, questa valle rappresenta una tappa obbligata per chi ama le due ruote.I dintorni di Cortina d’Ampezzo offrono una rete di percorsi che permettono di esplorare alcune delle montagne più spettacolari delle Dolomiti Ampezzane.Le escursioni possono variare da semplici tour panoramici a percorsi tecnici con importanti dislivelli. In ogni caso, il panorama è sempre protagonista.Pedalare nei pressi del Passo Giau significa immergersi in uno degli scenari più fotografati delle Alpi.Le strade sterrate e i sentieri che attraversano questa zona offrono viste eccezionali sulle cime circostanti, rendendo ogni uscita un’esperienza indimenticabile.La Val Gardena è una delle destinazioni europee più apprezzate dagli appassionati di MTB. La Trail Arena mette a disposizione numerosi percorsi di diversa difficoltà, caratterizzati da flow trail, single track e discese tecniche.L’utilizzo degli impianti di risalita consente di massimizzare il divertimento riducendo la fatica nelle salite più impegnative.L’area di Plan de Corones è diventata negli anni uno dei punti di riferimento per il mountain biking nelle Dolomiti.Qui si trovano alcuni dei bike park più moderni d’Europa, oltre a numerosi percorsi panoramici che permettono di esplorare il territorio circostante in totale sicurezza.Il Lago di Braies è una delle località più iconiche delle Dolomiti. Oltre alla celebre vista sul lago, la zona offre diversi percorsi MTB immersi nei boschi e nelle montagne circostanti.Si tratta di itinerari particolarmente indicati per chi desidera vivere un’esperienza più rilassata, senza rinunciare a paesaggi di straordinaria bellezza.Affrontare i sentieri dolomitici richiede una preparazione adeguata. È importante verificare sempre le condizioni meteo, pianificare il percorso in anticipo e portare con sé acqua, alimenti energetici e un kit per le riparazioni di emergenza.Anche l’attrezzatura gioca un ruolo fondamentale. Una mountain bike affidabile, un casco di qualità e l’abbigliamento tecnico corretto possono fare la differenza in termini di sicurezza e comfort durante la pedalata.Le Dolomiti offrono alcuni dei percorsi MTB più spettacolari d’Europa, capaci di soddisfare sia i ciclisti alle prime esperienze sia gli appassionati più esigenti. Dal leggendario Sellaronda agli itinerari panoramici dell’Alpe di Siusi, ogni uscita regala emozioni uniche e panorami difficili da dimenticare.Per affrontare al meglio queste avventure è fondamentale disporre dell’attrezzatura giusta, dalla mountain bike all’abbigliamento tecnico. Per scoprire un’ampia selezione di accessori MTB, prodotti dedicati al ciclismo outdoor, è possibile visitare Titano Sport, punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote.
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Nuove frontiere blu. L’adrenalina dello scooter subacqueo ti aspetta
Una piccola confessione prima di iniziare: la prima volta che ho infilato il regolatore in bocca e ho stretto l’acceleratore di uno scooter subacqueo, ho rischiato di mandare in cortocircuito la maschera dal sorriso. Da allora sono diventato un po’ un evangelista di questi gioiellini elettrici che, in fondo, non sono altro che la naturale evoluzione di tutto ciò che ci piace di Star Wars e di Jules Verne infilato in un pacco tascabile. Se anche tu sei il tipo che controlla la profondità sul quadrante dell’orologio mentre bevi un espresso, preparati: stiamo per scendere.
Come ho scoperto che respirare sott’acqua può essere cool
Per chi ha sempre pensato che le immersioni fossero un’attività lenta e meditativa, lo scooter subacqueo è l’equivalente di passare dal monociclo alla Vespa. La prima volta l’ho noleggiato in un centro sulla costa croata: un T-bar di alluminio, due eliche protette da gabbie di plastica e una batteria al litio che sembrava uscita da un laboratorio di telefonia. Il briefing è durato meno di un minuto: «Premi qui per andare, lascia qui per galleggiare, non superare i venti metri». Detto fatto. Il motore parte con un ronzio così discreto da far sembrare il silenzio un rumore di fondo. In tre secondi ti porti dietro una scia di bollicine che sembra la coda di una cometa.
Quello che non ti dicono sul volantino è la sensazione di libertà: puoi coprire distanze che in apnea normale richiederebbero bombole doppie e un’ora di pianificazione. Ti fermi a cinque metri, guardi su e vedi la luce del sole che si frantuma sulla superficie come vetro rotto. Poi spingi di nuovo e ti ritrovi a dieci, dodici metri, accanto a una parete di corallo che sembra una città neon di notte. In quel momento capisci perché i delfini sorridono sempre: è difficile non farlo quando il mondo scorre via sotto di te a velocità controllata.

SUBLUE NAVBOW Perché il futuro dell’esplorazione sommersa potrebbe essere elettrico
Parlando con gli ingegneri che stanno dietro a marchi come Sublue o Aquadart Nano, ho scoperto che la corsa non è più sulla potenza pura ma sull’efficienza. Le batterie di nuova generazione durano fino a due ore e ricaricano via USB-C, come il tuo smartphone. I motori brushless sono silenziosi al punto da non spaventare i pesci, cosa che i pesci stessi sembrano apprezzare: durante un test alle Seychelles mi sono trovato in mezzo a uno stormo di barracuda che non si è mosso di un millimetro. Se mi avessero chiesto il passaporto, probabilmente glielo avrei dato.
Il bello è che la tecnologia sta scendendo in prezzo più in fretta di quanto scenda l’acqua in un secchio. Se fino a due anni fa un modello base costava quanto un laptop top di gamma, oggi trovi entry level attorno ai quattrocento euro, il prezzo di una buona muta. E non è solo giocattolo per influencer: le associazioni di biologia marina li usano per monitorare le praterie di posidonia senza disturbare l’ecosistema. Insomma, stiamo assistendo alla nascita di una categoria intermedia fra il nuotatore con pinne e il sub tecnico, un po’ come quando sono arrivati gli e-bike e improvvisamente tutti abbiamo scoperto che le salite in montagna non erano più un supplizio.
Tre micro-avventure che puoi già fare nel weekend
Non serve prenotare un volo intercontinentale. A Lanzarote, per esempio, basta entrare a Puerto del Carmen, noleggiare lo scooter al centro sub di Playa Chica e sei già sopra un vulcano spento ricoperto di farfalle di mare. In Italia, l’Argentario offre fondali a picco a cinque minuti dalla spiaggia: ti cali, premi l’acceleratore e in meno di tre minuti sei davanti a una parete verticale tappezzata di gorgonie rosse che ondeggiano come tende alla finestra. Se invece vuoi restare in zona euro ma cambiare aria, le Canarie minori sono un parco giochi: a La Restinga, sull’isola di El Hierro, puoi seguire la cresta di un canyon sottomarino che sembra il set di un film di fantascienza low budget.
Il trucco è partire con l’idea di non dover fare nulla di particolare: lasci che sia il mare a proporre il programma. Un giorno è bastato un banco di sardine che mi ha usato come pilastro di una rotatoria marina per farmi decidere di restare sotto fino alla fine della batteria. Al rientro, l’istruttore mi ha guardato e ha detto: «Sembri uno che è appena tornato da un concerto». Non gli ho dato torto.

Acqua Scooter sublue Il lato oscuro e come evitare di finire sui social per le ragioni sbagliate
Detto tra noi, l’unico vero pericolo è la dipendenza. Dopo la terza uscita ho iniziato a guardare i pesci come fossero pedoni da superare in corsa e ho dovuto ricordarmi che non sto giocando a Mario Kart. Poi c’è il fattore vanità: è facile farsi prendere dall’idea di fare il film-maker subacqueo con la GoPro montata sul casco, ma il risultato più delle volte è un video tremolante che sembra girato durante un terremoto. La regola d’oro è una sola: goditi il momento. Se proprio vuoi portare a casa la scena, affidati a un compagno di squadra che nuoti piano e ti riprenda lateralmente.
Un’ultima chicca che mi porto dietro: prima di ogni immersione metto la playlist preferita nelle cuffie (sì, esistono modelli impermeabili), poi le tolgo prima di tuffarmi. Il ritmo resta in testa e il primo minuto sott’acqua è sempre accompagnato da una colonna sonora mentale. E se è vero che la tecnologia ci avvicina sempre di più al futuro, forse è anche vero che il futuro, in fondo, è solo un modo per tornare bambini con le pinne al posto delle braccia.



